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L’annata 2016 in Romagna è stata in generale un’ottima annata per i rossi.

Cristiano Moretti
Membro del consiglio direttivo di AIS Romagna
Responsabile Sommelier in Formazione, area didattica
Sommelier e degustatore ufficiale e Relatore AIS

Tito

Tito 2016: sicuramente l’interpretazione migliore, a mio avviso. A differenza di quella 2018, questa annata ha un tratto olfattivo più austero, aristocratico e con maggior concentrazione di frutti a bacca scura, una radice amaricante di rabarbaro, sbuffi balsamici e speziati di pepe nero e dove la frazione di Syrah emerge con più autenticità. In bocca, spezie e frutti neri sono accompagnati da un tannino già svolto e garbato, con note di liquirizia e catrame (in senso buono ) e cenni animali. Un vino di carattere, muscoloso, che ad ogni minuto evolve nel bicchiere rilasciando sempre più note terziarie. Un tratto un po’ più elegante e snello ne aumenterebbe la bevibilità e finezza. Bel prodotto. Il preferito.

Pirro

Pirro 2016: questo vino è più centrato su frutta rossa surmatura, spezie dolci, noce moscata, cannella, e note vegetali di leggero eucalipto. Morbido il tannino, emerge anche qui un finale amarognolo e un corpo più snello. Meno “aristocratico” del Tito, è più bonaccione.

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